Ricostruire un gioco in classe: l?esempio dello scàrrica-canali

Numero inventario:

206

Data di realizzazione:

01/01/1900

Ente:

Liceo Scientifico 'Santi Savarino'

Gruppo di lavoro:

Primo biennio secondaria superiore (sez. F)

Referenti:

Prof.ssa Laura Bonura, Prof. Giuseppe Giacalone

Riassunto:

Ricostruire un gioco in classe: l?esempio dello scàrrica-canali

La proposta didattica ha come oggetto specifico la ricostruzione di un gioco della tradizione
ludica siciliana. Il carattere monografico di questo studio risponde ad esigenze didattiche
contingenti legate anche ad una gestione funzionale dei tempi curriculari. Si può intendere
come momento centrale, a carattere laboratoriale, all'interno di un percorso più articolato,
anche in senso pluridisciplinare, teso ad investigare l'intero universo ludico locale (nel nostro
caso Partinico e le aree periurbane)[1].

Obiettivi di apprendimento

"Salvare dalle ingiurie del tempo"

La finalità trasversalmente condivisa è quella di sviluppare negli studenti una speciale
sensibilità culturale per il patrimonio etnodialettale, partendo da un settore che si ipotizza
vicino agli interessi degli studenti in questa fascia d'età. Ma la finalità ultima ce la suggerisce
la nostra prima lettura bibliografica, Giuseppe Pitrè, che alla fine delle "Avvertenze" ai Giuochi
fanciulleschi siciliani (vol. XIII, Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, pp. XV-XVI,
Palermo 1883) motiva così la sua indefessa opera di raccolta:

I tempi e gli avvenimenti incalzano, e le memorie del passato che non ebbe storia
si vengono ogni dì obliterando [?] Di qualche giuoco siciliano menzionato da antichi
crittori dell?Isola non si ha più conoscenza oggigiorno [?] affrettiamoci a salvare dalle
ingiurie del tempo questi preziosi documenti della storia intima del popolo!

Palermo, 7 luglio 1883

L'ansia antica di perdere le proprie radici ha guidato anche la nostra ricostruzione trovando
alimento nel bisogno di legare il nostro essere 'qui ed ora'  a qualcosa di più duraturo e
collettivo. E ancora,  il desiderio di coltivare il senso d?appartenenza, pur all?interno di una
coscienza identitaria varia e stratificata, mai esclusiva. Conservare, dunque, e trasmettere
operando una necessaria  selezione sulla base degli interessi e delle esigenze formative
degli studenti.

Inizialmente è stata  impostata la ricerca in fasi, sono stati declinati gli obiettivi cognitivi,
operativi e socioaffettivi e assegnati specifici compiti a gruppi di studenti. Ciascuna di
queste fasi ha sollecitato capacità e abilità diverse e sviluppato competenze capitalizzabili
e spendibili anche in altri ambiti. Tutta l'attività, dalla fase progettuale alla realizzazione
degli elaborati finali, ha posto gli studenti al centro del processo formativo, in una posizione
non solo attiva e propositiva, ma di responsabilità anche rispetto agli esiti. Il percorso è nato
come progetto pilota e, negli anni successivi è rientrato tra le proposte di un più ampio
progetto curriculare d'Istituto dal titolo "Lingue, culture, identità in Sicilia. Percorsi didattici";
è stato realizzato in orario scolastico curricolare utilizzando la quota regionale, ma ha richiesto
un supplemento di attività  extracurriculare non quantificabile. Come per altri percorsi realizzati
dal 2011 al 2014, Il setting didattico è stato adattato alle esigenze contingenti alternando
attività in aula o in biblioteca e ricerca sul campo. Ha inoltre previsto l'utilizzo delle tecnologie
informatiche e multimediali (videocamera e programmi di editing video). Tra le realizzazioni più
interessanti, un video che sintetizza le fasi salienti del gioco e dà conto del processo di
documentazione.

[1] Il percorso è stato realizzato presso il Liceo Santi Savarino nel corso
dell'Anno scolastico 2011-12 con gli studenti della classe III F
(definito con la stessa classe nel 2013-14) e coordinato dai
docenti di lettere (Laura Bonura) e di scienze motorie (Giuseppe Giacalone).